
<schede>
  <PST>
    <CD hint="CODICI">
      <TSK hint="Tipo scheda">PST</TSK>
    </CD>
    <AC hint="ALTRI CODICI">
      <ACC hint="Altro codice">548</ACC>
    </AC>
    <OG hint="OGGETTO">
      <OGT hint="OGGETTO">
        <OGTD hint="Definizione">Caleidoscopio</OGTD>
      </OGT>
      <OGA hint="ALTRA DEFINIZIONE OGGETTO">
        <OGAD hint="Definizione">Kaleidoscope</OGAD>
        <OGAL hint="Codice lingua">eng</OGAL>
      </OGA>
    </OG>
    <CT hint="CATEGORIA">
      <CTP hint="Categoria principale">Ottica</CTP>
      <CTC hint="Parole chiave">pre-cinema</CTC>
    </CT>
    <LC hint="LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA">
      <LDC hint="COLLOCAZIONE SPECIFICA">
        <LDCM hint="Denominazione raccolta">Museo di Storia della Fisica</LDCM>
      </LDC>
    </LC>
    <DT hint="CRONOLOGIA">
      <DTZ hint="CRONOLOGIA GENERICA">
        <DTZG hint="Fascia cronologica di riferimento">sec. XIX</DTZG>
        <DTZS hint="Frazione cronologica">terzo quarto</DTZS>
      </DTZ>
      <ADT hint="Altre datazioni">3rd quarter 19th C.</ADT>
    </DT>
    <AU hint="DEFINIZIONE CULTURALE">
      <AUT hint="AUTORE/RESPONSABILITA&apos;">
        <AUTR hint="Ruolo">inventore</AUTR>
        <AUTN hint="Autore/nome scelto">David Brewster (sir)</AUTN>
        <AUTA hint="Dati anagrafici/periodo di attività">n.1781 - m.1868</AUTA>
      </AUT>
      <AUT hint="AUTORE/RESPONSABILITA&apos;">
        <AUTR hint="Ruolo">costruttore</AUTR>
        <AUTB hint="Ente colletivo/nome scelto">Maison Duboscq-Soleil</AUTB>
        <AUTA hint="Dati anagrafici/periodo di attività">attiva dal 1849 al 1886 sotto la guida di Jules Duboscq.</AUTA>
      </AUT>
      <NMC hint="NOMI CORRELATI">
        <NMCN hint="Nome scelto">Francesco Zantedeschi</NMCN>
        <NMCA hint="Dati anagrafici/Periodo di attività">(n.1797 - m.1873). Professore di Fisica sperimentale all&apos;Università di Padova dal 1850 al 1857.</NMCA>
        <NMCY hint="Specifiche">Francesco Zantedeschi acquista lo strumento per il Gabinetto di Fisica dell&apos;Universita di Padova nell&apos;ottobre 1851.</NMCY>
      </NMC>
    </AU>
    <MT hint="DATI TECNICI">
      <MTC hint="Materia e tecnica">ottone/vetro</MTC>
      <MIS hint="MISURE">
        <MISU hint="Unità">cm</MISU>
        <MISA hint="Altezza">41</MISA>
        <MISL hint="Larghezza">12,5</MISL>
        <MISN hint="Lunghezza">20</MISN>
      </MIS>
    </MT>
    <DA hint="DATI ANALITICI">
      <DES hint="DESCRIZIONE">
        <DESO hint="Oggetto">Il caleidoscopio venne brevettato nel 1817 dal fisico scozzese David Brewster (1781-1868).  E’ solitamente composto da un tubo cilindrico di cartone o metallo che racchiude all&apos;interno due specchi piani disposti ad angolo acuto tra di loro; una delle estremità del cilindro svolge la funzione di oculare, mentre sull&apos;altra estremità, tra due dischi di vetro, sono collocati alcuni frammenti colorati di vetro che si riflettono negli specchi e creano figure simmetriche che variano quando si ruota il cilindro. Il modello di caleidoscopio conservato presso il Museo è formato da un&apos;asta di ottone orizzontale sulla quale sono posizionati due specchi ad angolo variabile. Da una parte è fissata una mezzaluna di ottone graduata da 0° a 90° munita di una lente biconvessa. Dall&apos;altra parte, contenuti tra due vetri, sono inseriti dei frammenti di vetro colorati. Due piccoli perni sulla mezzaluna graduata permettono la regolazione dell&apos;angolo degli specchi. Guardando attraverso la lente, si vedranno i frammenti di vetro ingranditi e riflessi su tutta la superficie degli specchi, con la produzione di immagini multiple e di gradevoli effetti ottici.  Meno corrente del modello classico a tubo, si tratta di un caleidoscopio nel quale è manifesta la modalità di funzionamento. E’ descritto e illustrato in uno dei più famosi trattati di fisica ottocenteschi, il Traité élémentaire de physique théorique et expérimentale di Pierre Adolphe Daguin, pubblicato nel 1855. Daguin descrive questo modello dopo aver presentato il modello classico di caleidoscopio, precisando che “non è che un caleidoscopio ad angolo variabile. I disegnatori di tessuti stampati utilizzano spesso questo strumento per trovare delle combinazioni e degli effetti”.</DESO>
      </DES>
      <ISR hint="ISCRIZIONI">
        <ISRI hint="Trascrizione">J. Duboscq- Soleil rue de l&apos;Odéon à Paris</ISRI>
      </ISR>
    </DA>
    <TU hint="CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI">
      <CDG hint="CONDIZIONE GIURIDICA">
        <CDGS hint="Indicazione specifica">Università degli Studi di Padova</CDGS>
      </CDG>
    </TU>
    <DO hint="FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO">
      <BIL hint="Citazione completa">Pierre-Adolphe Daguin, Traité élémentaire de physique théorique et expérimentale, avec les applications à la météorologie et aux arts industriels, à l’usage des facultés, des établissements d’enseignement secondaire et des écoles spéciales du Gouvernement, Paris, 1855</BIL>
    </DO>
  </PST>
</schede>
