
<schede>
  <PST>
    <CD hint="CODICI">
      <TSK hint="Tipo scheda">PST</TSK>
    </CD>
    <AC hint="ALTRI CODICI">
      <ACC hint="Altro codice">695</ACC>
    </AC>
    <OG hint="OGGETTO">
      <OGT hint="OGGETTO">
        <OGTD hint="Definizione">Cartoni per specchi piani incernierati</OGTD>
      </OGT>
      <OGA hint="ALTRA DEFINIZIONE OGGETTO">
        <OGAD hint="Definizione">Paintings for hinged-plane mirrors</OGAD>
        <OGAL hint="Codice lingua">eng</OGAL>
      </OGA>
    </OG>
    <CT hint="CATEGORIA">
      <CTP hint="Categoria principale">Ottica</CTP>
      <CTC hint="Parole chiave">pre-cinema</CTC>
    </CT>
    <LC hint="LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA">
      <LDC hint="COLLOCAZIONE SPECIFICA">
        <LDCM hint="Denominazione raccolta">Museo di Storia della Fisica</LDCM>
      </LDC>
    </LC>
    <DT hint="CRONOLOGIA">
      <DTZ hint="CRONOLOGIA GENERICA">
        <DTZG hint="Fascia cronologica di riferimento">sec. XVIII</DTZG>
        <DTZS hint="Frazione cronologica">secondo quarto</DTZS>
      </DTZ>
    </DT>
    <AU hint="DEFINIZIONE CULTURALE">
      <AUT hint="AUTORE/RESPONSABILITA&apos;">
        <AUTR hint="Ruolo">costruttore</AUTR>
        <AUTN hint="Autore/nome scelto">Jan van Musschenbroek</AUTN>
        <AUTA hint="Dati anagrafici/periodo di attività">n.1687 - m.1748. Attivo a Leida a partire dal 1707.</AUTA>
      </AUT>
      <NMC hint="NOMI CORRELATI">
        <NMCN hint="Nome scelto">Giovanni Poleni</NMCN>
        <NMCA hint="Dati anagrafici/Periodo di attività">n.1683 - m.1761. Professore di Filosofia sperimentale all&apos;Università di Padova dal 1739 al 1761.</NMCA>
        <NMCY hint="Specifiche">I cartoni vennero acquistati da Giovanni Poleni fra la fine di dicembre del 1742 e il 4 settembre 1743.</NMCY>
      </NMC>
    </AU>
    <MT hint="DATI TECNICI">
      <MTC hint="Materia e tecnica">cartone</MTC>
    </MT>
    <DA hint="DATI ANALITICI">
      <DES hint="DESCRIZIONE">
        <DESO hint="Oggetto">Si tratta di cartoni dipinti che dovevano essere in origine utilizzati con tre specchi piani (ora perduti), due dei quali posti verticalmente e incernierati l’uno all’altro, mentre il terzo specchio era posizionato al disopra orizzontalmente. I cartoni, decorati con dei fregi floreali dipinti ad acquarello e segnati “XXVII.2.e.f.g.”,  venivano posizionati sul triangolo che fungeva da base (anch&apos;esso perduto). Altri cartoni corredavano in origine lo strumento, che venne catalogato da Poleni come “Un libro composto da tre specchi piani, con un fondo di legno per essi e soazze; con quattro cartoni dipinti, più cinque figure. Per far vedere quanto per riflessione si moltiplichino gli oggetti. XXVII.2.a.b.c.d.e.f.g.h”. Questo dispositivo, che può essere considerato un antenato del caleidoscopio, veniva utilizzato durante le lezioni per lo studio delle riflessioni multiple sugli specchi piani.</DESO>
      </DES>
      <ISR hint="ISCRIZIONI">
        <ISRA hint="Autore">Giovanni Poleni</ISRA>
        <ISRI hint="Trascrizione">XXVII.2.e.f.g.</ISRI>
      </ISR>
    </DA>
    <TU hint="CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI">
      <CDG hint="CONDIZIONE GIURIDICA">
        <CDGS hint="Indicazione specifica">Università degli Studi di Padova</CDGS>
      </CDG>
    </TU>
    <DO hint="FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO">
      <BIL hint="Citazione completa">Giovanni Poleni, Indice delle macchine, Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, mss.it., cl. III, 54-55 = 4969-4970, cl. IV, 626 = 5488, 636 = 5497 [Venne redatto da Giovanni Poleni fra il 1740 e il 1761]</BIL>
    </DO>
  </PST>
</schede>
