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  <dc:title xml:lang="ita">Scultura - Testa di Augusto</dc:title>
  <dc:contributor>Università di Padova - museo di scienze archeologiche e d&#39;arte (Conservator)</dc:contributor>
  <dc:coverage xml:lang="ita">sec. XVI</dc:coverage>
  <dc:subject xml:lang="ita">Scultura, Testa di Augusto</dc:subject>
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  <dc:rights xml:lang="ita">Per l&#39;immagine ad alta risoluzione, rivolgersi al museo di scienze archeologiche e d&#39;arte museo.archeologia@unipd.it</dc:rights>
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  <dc:publisher>PHAIDRA University of Padua</dc:publisher>
  <dc:identifier>hdl:11168/11.333626</dc:identifier>
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  <dc:source>museo di scienze archeologiche e d&#39;arte</dc:source>
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  <dc:description xml:lang="ita">Testa maschile in gesso cavo raffigurante un uomo imberbe, dal volto magro e allungato, zigomi sporgenti, sguardo rivolto verso l&#39;alto. A dispetto delle perplessità generate da una visione frontale dell&#39;esemplare, analizzando il ritratto di profilo sembrerebbe corrispondere all&#39;effige monetale di Ottaviano Augusto. È possibile dunque che il gesso sia il risultato di un&#39;elaborazione tridimensionale da un modello numismatico, prassi attestata anche per altri gessi della collezione Benavides. Una certa somiglianza, sotto l&#39;aspetto fisionomico, si riscontra con il volto di Ottaviano Augusto raffigurato sulle pareti della Sala dei Giganti (1539-1541) che costituirebbe un sicuro elemento di datazione ante quem. Si individua inoltre una replica del medesimo tipo in una delle teste della Sala dei Principi di Palazzo Thiene a Vicenza (1552). Non si riscontrano, però, somiglianze con la più nota produzione ritrattistica antica relativa all&#39;iconografia di Augusto, pertanto l&#39;origine del ritratto andrebbe ricercata nella produzione artistica &quot;all&#39;antica&quot; fiorita in ambiente padovano soprattutto tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo.</dc:description>
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