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  <dc:rights xml:lang="ita">Per gentile concessione del prof. Emilio Pasquini.</dc:rights>
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  <dc:publisher>PHAIDRA University of Padua</dc:publisher>
  <dc:title xml:lang="ita">Quaglio, Antonio</dc:title>
  <dc:contributor>Gallo, Valentina  (Scientific advisor)</dc:contributor>
  <dc:contributor>Centro per la Storia dell’Università di Padova  (Scientific advisor)</dc:contributor>
  <dc:contributor>Capovilla, Jasmine (Editor)</dc:contributor>
  <dc:contributor>Rampazzo, Chiara (Editor)</dc:contributor>
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  <dc:subject xml:lang="ita">DiSLLipedia, Quaglio, Lingua e letteratura italiana, Filologia italiana</dc:subject>
  <dc:description xml:lang="ita">Antonio Quaglio (Monselice, PD 1933 – 2013). Studioso della letteratura italiana dei primi secoli, si era laureato a Padova con Vittore Branca, con una tesi sulle &quot;Chiose dell’Elegia di Madonna Fiammetta”. Dopo un breve periodo d’insegnamento nella scuola, fu distaccato presso l’Accademia della Crusca (1960), dove poté studiare a fondo i codici manoscritti delle biblioteche fiorentine. Ottenuta la libera docenza, ebbe il suo primo corso libero di Filologia italiana (1964/65) all’Università di Padova, dedicato all’ “Edizione critica del ‘De principatibus’ di N. Machiavelli”. Dal 1965/66 e fino al 1969/70 insegnò Lingua e letteratura italiana, combinando armoniosamente gli interessi scientifici con le esigenze didattiche: i suoi corsi furono rivolti a Boccaccio e alla prosa del Duecento, a Petrarca e al petrarchismo e all’opera e al pensiero di Machiavelli. Dal 1966/67 affiancò all’insegnamento di Letteratura, anche quello di Filologia italiana, dedicato, anno per anno, ai “Problemi di critica testuali per i grandi autori dei secoli XIII-XVI”, alla “Storia della letteratura italiana da Dante a Machiavelli attraverso la tradizione a stampa e manoscritta”, ai problemi legati alle edizioni critiche e alla tradizione dei testi letterari da Boccaccio a Tasso; e all’edizione critica dei Canzonieri dell’antica lirica volgare.
I rapporti personali con Branca si erano frattanto deteriorati, tanto che nel 1976 Quaglio si trasferì all’Università di Verona, dove insegnò Filologia italiana nella facoltà di Economia e Commercio.
Il suo ultimo allievo, Tiziano Zanato, ne ricorda tanto la dedizione allo studio (in nome della quale improntò i rapporti con i più giovani suoi collaboratori alla piena democrazia) quanto le asperità caratteriali.

Tra i suoi scritti: le edizioni della “Comedia delle ninfe fiorentine” di G. Boccaccio (1963) e del “Filocolo” (1967) e quella, firmata con Emilio Pasquini, della “Commedia dantesca” (1980-86, 1987).

[Valentina Gallo]

Fonti bibliografiche:
T. Zanato, “Ricordo di Antonio Enzo Quaglio”, in «Filologia e critica», XXXIX, 2014, pp. 3-22.</dc:description>
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