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  <dc:contributor>Università di Padova - museo di geologia e paleontologia (Conservator)</dc:contributor>
  <dc:title xml:lang="ita">Fossile - Scheletro completo montato di femmina</dc:title>
  <dc:subject xml:lang="ita">fossile</dc:subject>
  <dc:coverage xml:lang="ita">Phanerozoic, Cenozoic, Neogene, Pleistocene, Pleistocene</dc:coverage>
  <dc:rights xml:lang="ita">Per l&#39;immagine ad alta risoluzione, rivolgersi al museo di geologia e paleontologia museo.paleontologia@unipd.it</dc:rights>
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  <dc:publisher>PHAIDRA University of Padua</dc:publisher>
  <dc:identifier>hdl:11168/11.71989</dc:identifier>
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  <dc:source>museo di geologia e paleontologia</dc:source>
  <dc:type xml:lang="eng">Image</dc:type>
  <dc:description xml:lang="ita">Lo scheletro appartiene ad una femmina adulta, di circa 35 anni. Le ossa sono in parte originali, alcune sono state integrate con il gesso, pochissime sono state ricostruite in toto. Tra gli elefanti siciliani si può notare il fenomeno del nanismo tipico delle regioni insulari. Elephas falconeri, il più piccolo degli elefanti siciliani, deriva probabilmente da Elephas antiquus, un elefante di taglia normale che popolava l’Europa meridionale e il Nord Africa nel Pleistocene. In passato, a causa della frammentarietà dei depositi e della mancanza di datazioni affidabili, si supponeva che il passaggio da E. antiquus ad E. falconeri fosse avvenuto attraverso la specie E. mnaidriensis, di taglia intermedia tra E. antiquus ed E. falconeri: si costruiva così una linea filetica in accordo con le ipotesi dell’evoluzionismo gradualistico. Le più recenti datazioni hanno invece permesso di stabilire che E. falconeri è più antico di E. mnaidriensis e quindi che le due forme nane sono il risultato di linee evolutive separate, originatesi da popolazioni di elefanti di taglia normale che hanno colonizzato la Sicilia in tempi diversi.</dc:description>
  <dc:rights>All rights reserved</dc:rights>
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