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  <dc:title xml:lang="ita">Pompa pneumatica a due cilindri</dc:title>
  <dc:publisher>PHAIDRA University of Padua</dc:publisher>
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  <dc:identifier>hdl:11168/11.72010</dc:identifier>
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  <dc:coverage xml:lang="ita">primo quarto, sec. XVIII</dc:coverage>
  <dc:source>Museo di Storia della Fisica</dc:source>
  <dc:subject xml:lang="ita">Pompa pneumatica a due cilindri</dc:subject>
  <dc:contributor>Università di Padova - Museo di Storia della Fisica (Conservator)</dc:contributor>
  <dc:description xml:lang="ita">La pompa è praticamente identica nella struttura all’illustrazione pubblicata da Francis Hauksbee nel 1709. Oltre ai due cilindri con il loro meccanismo a cremagliera e al piatto per gli esperimenti, la pompa è tuttora dotata del manometro a mercurio originale, costituito da un tubo di vetro collegato al piatto e la cui estremità inferiore è immersa in un vasetto contenente mercurio. La pompa venne però modificata nel Settecento, come risulta anche dai cataloghi antichi, e venne introdotto un rubinetto a tre vie che sostituiva le valvole interne ai cilindri. Agendo manualmente sul rubinetto, si mettevano di volta in volta, alternativamente, i cilindri in comunicazione con il piatto e con l’esterno. Così, quando un pistone saliva, l’aria del recipiente era aspirata sotto il pistone, mentre quando questo scendeva, l’aria veniva espulsa nell’atmosfera. Si sa che questa pompa, che figura tra i primissimi strumenti del Gabinetto di Filosofia Sperimentale, apparteneva a Cristino Martinelli, nobile veneziano appassionato di scienza, morto nel 1732. La Repubblica Veneziana ne fece l’acquisto dagli eredi nel 1739. Poleni ne dà la descrizione nel proprio &quot;Indice delle Macchine&quot; specificando che “ha essa bisogno di qualche ristauro” e Simone Stratico scrive nel 1778 “E&#39; fuori d&#39;uso: e stà sopra un armaro. […] Fu poi guastata da un cattivo artefice, ma si può ancora riparare: la spesa però riuscirebbe soverchia per aver in fine una cattiva macchina” (Stratico, 1778).</dc:description>
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