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  <dc:coverage xml:lang="ita">terzo quarto, sec. XIX</dc:coverage>
  <dc:subject xml:lang="ita">Stereoscopio di Brewster, pre-cinema</dc:subject>
  <dc:contributor>Università di Padova - Museo di Storia della Fisica (Conservator)</dc:contributor>
  <dc:title xml:lang="ita">Stereoscopio di Brewster</dc:title>
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  <dc:rights xml:lang="ita">Per l&#39;immagine ad alta risoluzione, rivolgersi al Museo di Storia della Fisica museo.fisica@unipd.it</dc:rights>
  <dc:description xml:lang="ita">Lo strumento permetteva di osservare due figure facendole apparire come un’unica immagine tridimensionale. Le due figure rappresentavano l’oggetto così come lo si vede rispettivamente con l’occhio destro e con il sinistro. Lo stereoscopio è costituito da una scatola di legno su cui sono montate due mezze lenti convergenti che fungono da oculari. La coppia di immagini da osservare veniva introdotta dalla parte opposta della scatola che, in origine, doveva essere chiusa da una lastra di vetro smerigliato, ora mancante. La lastra permetteva di diffondere la luce per l’osservazione di immagini su vetro. Lo sportellino superiore, rivestito internamente di stagnola, era invece destinato a riflettere la luce sulle immagini opache, montate su cartone. Una tavoletta di legno inserita longitudinalmente permette di separare i campi visivi. I raggi luminosi provenienti dalle figure venivano deviati dalle mezze lenti, e l’osservatore non vedeva quindi più le immagini nella loro posizione originale ma, fra di esse, appariva un’immagine nuova risultante dalla loro sovrapposizione che offriva il rilievo dell’oggetto stesso. Lo strumento venne inviato da Duboscq a Zantedeschi nel giugno 1852, su indicazione – e probabilmente come regalo - del costruttore di strumenti scientifici parigino, T. Gourjon, meccanico dell’Ecole Polytechnique di Parigi.</dc:description>
  <dc:identifier>hdl:11168/11.72039</dc:identifier>
  <dc:identifier>https://phaidra.cab.unipd.it/o:72039</dc:identifier>
  <dc:publisher>PHAIDRA University of Padua</dc:publisher>
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  <dc:source>Museo di Storia della Fisica</dc:source>
  <dc:rights>All rights reserved</dc:rights>
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