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Università degli Studi di Padova

PHAIDRA – Digital collections



Padova, Biblioteca Universitaria, ms. 941. Digestum vetus (lib. 1 - 24.3) con glosse preaccursiane

Padova, Biblioteca Universitaria, ms. 941. Digestum vetus (lib. 1 - 24.3) con glosse preaccursiane

Description

Manoscritto membranaceo; guardie cartacee; guardie di restauro (sec. XVIII-XIX); fascicoli legati; 1101-1150 data stimata; cc. I + 198 + I; Numerazione corrente dei libri "1-24" a inchiostro nell'angolo superiore esterno del recto di ogni carta.
Dimensioni: mm 361 x 233 (c. 11).

FASCICOLAZIONE
1 bifolio, 24 quaterni, 1 duerno (primo bifolio aggiunto, sec. XIII).

SEGNATURA DEI FASCICOLI
Presente al centro del margine inferiore del verso dell'ultima carta dei quaterni: "A-Z, XXIV" (alle cc. 10v, 18v, 26v, 34v, 42v, 50v, 58v, 66v, 74v, 82v, 90v, 98v, 106v, 114v, 122v, 130v, 138v, 146v, 154v, 162v, 170v, 178v, 186v, 194v).
Rispettata la regola di Gregory. Inizio fascicoli: lato pelo.

RIGATURA
C. 3-198: rigatura a punta secca, eseguita fascicolo per fascicolo sul lato pelo.
C. 1-2: rigatura a colore.

SPECCHIO RIGATO
C. 3-198 - c. 27: 274 x 153 (5, 67, 76, 84, 148, 153). La rigatura varia nel fascicolo C, dove l'intercolumnio si presenta tripartito.
C. 1-2 (bifolio iniziale aggiunto) - c. 1r: 297 x 203 (4, 62, 69, 72, 130, 137, 199, 203); c. 1v-2v: 270 x 134 (61, 73, 134).

RIGHE
C. 3-198 - c. 27r: rr. 53/ll. 53; testo scritto sopra la prima rettrice (ad eccezione del bifolio esterno del fascicolo E: c. 43 e 50).
C. 1-2 - c. 1r: rr. 59/ll. 58; c. 1v-2v: rr. 53/ll. 52; testo scritto sotto la prima rettrice.

DISPOSIZIONE DEL TESTO
Su due colonne, c. 1r (indice) su tre colonne.

SCRITTURA E MANI
C. 3r-198r: minuscola carolina tarda di più mani (prima metà del sec. XII).
C. 1r-2v: 'littera textualis' di due mani (sec. XIII).

SIGILLI E TIMBRI
A c. 1r timbro della Biblioteca Universitaria con l'aquila bicipite e lo scudetto con le armi della casa imperiale d'Asburgo risalente al periodo dell'Impero Austriaco
A c. 198v timbro successivo della biblioteca con lo stemma di casa Savoia, risalente al periodo del Regno d'Italia.

STATO DI CONSERVAZIONE
La pergamena presenta fori, cimose, alcune lacerazioni, tracce di antichi rappezzi e marcati segni di usura. Molto macchiata e consunta in particolare la prima carta di testo (c. 3). La legatura settecentesca in cartone risulta danneggiata.

DECORAZIONE
Databile 1101-1150.

INIZIALI
Iniziali semplici di colore rosso.
Sono presenti iniziali, ornate senza segno alfabetico e con segno alfabetico.
Iniziali zoomorfe a 128r.
Iniziali antropomorfe a cc. 3r, 35v, 52r.
Iniziali figurate a c. 193r: L'iniziale di c. 193r, realizzata a inchiostro, presenta, entro la U di Ulpianus costituita da un tralcio fogliato ricurvo, la figura di un cavaliere barbuto con cotta di maglia su cavallo perfettamente bardato.
Le iniziali ornate scandiscono la partizione del testo segnalando l'incipit dei 24 libri (c. 3r, 13v, 25r, 35v, 52r, 65r, 70r, 80r, 87r, 94v, 102r, 107v, 116v, 123r, 128r, 134r, 139v, 148v, 156v, 165r, 170v, 178r, 183v, 193r).
Sono realizzate ad inchiostro, per lo più decorate a motivi vegetali, talvolta con l'inserzione di figure umane (c. 94v) o di protomi animali o fantastiche. I racemi fogliati sono risparmiati sul fondo della pergamena, le sezioni sono campite in inchiostro rosso e ocra molto tenue, alternato talvolta a tonalità più intense.
Le tre iniziali antropomorfe alle cc. 3r, 35v e 52r segnano l'inizio dei libri I, IV e V. Anch'esse disegnate in inchiostro ocra, con dettagli e brevi campiture in rosso e ocra, rappresentano la U di Ulpianus. A c. 3r è raffigurato l''insipiens' semisvestito e piegato a U, con berretto frigio e sonaglio in mano, che canticchia, come evidenziato dal leggero ghirigoro in inchiostro rosso che gli esce dalla bocca. Lo strumento ricorda le maracas del Liber Magistri, ms. 65 della Biblioteca Capitolare di Piacenza (c. 262r), datato tra 1130 e 1142 (NICOLAJ, Documenti, 786-787; TONIOLO, L'immaginario, 13). L''insipiens' disposto a U è raffigurato anche a c. 52r, mentre a c. 35v la lettera U è resa da una figura maschile seduta che stringe con la mano sinistra un fascio di tre serpenti.

LEGATURA
1751-1800.
Assi in cartone.
Coperta in pergamena, coperta in carta, legatura in mezza pergamena con quadranti in cartone rivestiti di carta, 5 nervi rilevati sul dorso, capitelli cuciti su anima di cuoio passante.
Legatura restaurata, rifacimento settecentesco.
La legatura originale doveva presentarsi su assi, con catena fissata al margine di piede del piatto posteriore che doveva ancorare il volume al banco, come provano le tracce di ruggine da ossidazione ferrosa nel margine inferiore delle ultime due carte del volume.

STORIA DEL MANOSCRITTO
Correzioni, integrazioni, varianti marginali e interlineari, correzioni su rasura, ampio apparato di glosse di mani diverse dei secoli XII-XIV, che riferiscono il pensiero dei grandi giuristi: Irnerio, Martino, Bulgaro, Rogerio, Giovanni Ispano, Azzone, Accursio, Guido da Suzzara, Niccolò e Francesco Mattarelli e molti altri, riconoscibili dalle sigle riportate (per lo studio delle glosse si vedano in particolare BESTA, L'opera; NICOLAJ, Documenti; BONACINI, 'Multa scripsit').
A margine del testo sono riportati frequenti segni tracciati in inchiostro rosso, parte in inchiostro bruno, che richiamano passi testuali di riferimento, sulla cui interpretazione si veda in particolare MOR, La divisione; DOLEZALEK-WEIGAND, Das Geheimnis; DOLEZALEK, Les gloses, 251.
In testa a c. 1v riportato il distico: "Dat Gallienus opes, dat sanctio iustiniana, ex alliis paleas, ex istis collige grana" (al riguardo BONACINI, 'Multa scripsit', 79; ANTONAZZI, Lorenzo Valla e la polemica, 65).
A c. 198v appare abbozzato, da una mano che annota anche il testo, un 'arbor iuris', che comprende ascendenti, discendenti e rami collaterali fino al VI grado: lo schema è riferibile al tipo 6 di SHADT, Die Darstellungen. L''arbor' abbozzato è corredato dai distici: "Quot mihi quoque gradu sint audi qui vere parentes / aut descendentes extranverso vere fluentes"; "Quod si non sint aures tibi sufitientes / aspiciant occuli sic designata legentes". Lo schema di tipo 6, di derivazione bizantina, si riscontra, miniato, in due manoscritti della seconda metà del XII sec. contenenti il Decretum Gratiani: Beaune, Bibliothèque Municipale Gaspard Monge, n. 005, c. 289r, e München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 28161, c. 261v. L'arbor del manoscritto di Monaco è corredato dai distici nella stessa disposizione dell'abbozzo padovano. I versicula sono annotati anche a margine dell''arbor consanguinitatis' nei manoscritti Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, lat. 2707, c. 88v, e Pal. lat. 621, f. 322v. (SCHADT, Die Darstellungen, 48 ss.,191-192, 379 e tav. 8, 9, 65).
Sulla stessa carta 198v è riportato un insegnamento di Guido da Suzzara: "Dominus Guido de Suçara dicebat quod tres erant leges in iure utiliores: aliis prima est Cod. de iudiciis lex properandum, alia est Dig. de re iudicata lex a divo Pio, alia est Dig. ex quibus causis in possessionem eatur lex Fulcinius" (C. 3.1.13, D. 42.1.15 e 42.4.7: BONACINI, 'Multa scripsit', 81).
Il volume è appartenuto almeno fin dalla prima metà del Trecento alla biblioteca degli eremitani di Padova, come testimonia la nota di proprietà a c. 198v: "Liber ordinis fratrum heremitarum Sancti Augustini concessus ad usum fratri Augustino de Plebe" (sec. XIV, I metà). Frate Agostino da Piove di Sacco è citato in due documenti relativi al convento degli eremitani: nel testamento di Balzanella de Pusi, datato 12 giugno 1320 (Archivio di Stato di Padova, Corporazioni soppresse, Eremitani, Ba. 42 già 38, c. 19 e Corona, Ba. 93, 7083, cc. 36v-37v) e in un atto di permuta stilato a Piove di Sacco l'8 luglio 1330: Ibid., Corona, Ba. 222 (CCCCXXXIV), gen. 9856, part. 5119 (sui documenti si veda MONETTI, Eremiti, 199-200, 307; NOVELLO, Notizie, 33-34; PULISCI, Il complesso, 100).
Sono presenti due segnature appartenenti alla biblioteca degli eremitani.
"III versus ortum" (sec. XV), in testa al verso dell'ultima carta, indica che il volume era collocato sul terzo banco della fila disposta lungo il lato della sala orientato verso l'orto del convento. Le segnature quattrocentesche dei manoscritti eremitani, caratterizzate dalle indicazioni "versus ortum" e "versus claustrum", trovano rispondenza nella descrizione della biblioteca eremitana fornita dal Savonarola alla metà del Quattrocento (SAVONAROLA, Libellus, 56). Il riconoscimento delle segnature ha permesso di trarre alcune conclusioni sulla possibile localizzazione della biblioteca entro il complesso conventuale: PROSDOCIMI, I codici raccontano, p. 40-44.
"D" (XVII ex.-XVIIIin.), in testa a carta 1r, di mano di Evangelista Noni, corrisponde all'iniziale del titolo aggiunto dalla mano dello stesso frate: "Digestorum".
Frate Noni, che tra fine Seicento e primi Settecento operò una ricognizione dei volumi della biblioteca, riportò autore e titolo dell'opera sul margine superiore della prima carta di testo, facendo seguire una lettera, corrispondente in genere all'iniziale di autore o titolo, in funzione di classificazione: PROSDOCIMI, Sulle tracce, 58-60.
Nel 1639 Giacomo Filippo Tomasini, nel corso della sua ricognizione dei manoscritti delle biblioteche padovane, vide il codice e lo riportò nell'elenco dei volumi posseduti dalla libreria degli eremitani: TOMASINI, Bibliothecae Patavinae, 79 [ma 77], sub voce "Ulpianus. f. m."
In seguito alla soppressione delle congregazioni religiose del 1806 e al passaggio al Demanio delle librerie claustrali, il volume fu depositato a Padova, nell'ex convento benedettino di Sant'Anna, con gli altri volumi requisiti dai conventi e dai monasteri delle Venezie. Si trova infatti elencato nel Catalogo generale del 1811, tra i manoscritti appartenuti alla biblioteca degli agostiniani di Padova, alla voce "Digestorum. Fol. membr." (DAINESE, Catalogo, 371, nr. 25). I volumi furono trasferiti tra 1818 e 1819 presso il convento di San Francesco, nei locali attigui alla biblioteca Carmeli, per essere definitivamente incamerati dalla Biblioteca Universitaria negli anni 1838-1841 (PROSDOCIMI, Sulle tracce, 55).
Come informa una nota sul verso del foglio di guardia anteriore, apposta dalla mano di Riccardo Perli (1832-1907, dal 1873 sottobibliotecario, reggente dell'Universitaria tra 1903 al 1905), il manoscritto "fu dato a prestito per quattro mesi al Prof. presso l'Università di Berlino Dr. Mommsen, dietro interessamento (15 novembre 1864) della R. Legazione di Prussia a Vienna". Il manoscritto fu spedito a Theodor Mommsen in data 28 novembre 1864. Il grande critico e giurista tedesco se ne servì per la realizzazione della sua 'editio maior' del Digesto (Digesta Iustiniani Augusti, recognovit adsumpto in operis societatem P. KRUGERO, T. MOMMSEN, I-II, Berolini, 1868-1870). La durata del prestito non si limitò ai quattro mesi indicati nella nota, ma fu prorogata fino al termine dell’anno 1865. Il codice fece ritorno alla Biblioteca Universitaria di Padova il 22 febbraio 1866. Sono andati perduti i biglietti inviati da Mommsen, di cui è fatta menzione nella documentazione relativa a queste vicende. I documenti di interesse sono ABUP, II serie, Archivio-protocollo, Ba.19 n. 9 del 15 novembre 1864, con minuta di risposta e ricevuta di impostazione; n. 38 del 2 marzo 1865; n. 60 del 10 luglio 1865; Ba.20, n. 47 del 22 febbraio 1866.
Sulla coperta anteriore un'annotazione forse postale: "Ad. N.° 3972. I.P. [...]".

DATA DI ENTRATA IN BIBLIOTECA
1838-1841

BIBLIOGRAFIA
in https://manus.iccu.sbn.it/opac_SchedaScheda.php?ID=275146

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Digitalizzazione e caricamento nell'ambito del progetto di ricerca 'For.Ma. - The Forgotten Manuscripts' (P.I. prof.ssa Paola Lambrini), avviato presso il Dipartimento di diritto privato e critica del diritto dell'Università degli Studi di Padova, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (bando 'Progetti di eccellenza 2017').
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Location/Time


XII secolo (prima metà)

Subject


• EuroVoc 4.2, Roman law
• EuroVoc 4.2, history of law

Object languages:

Latin

Sources


Contact institution or person:

Biblioteca Universitaria di Padova