Salta ai contenuti
Università degli Studi di Padova

PHAIDRA – Collezioni digitali



Cerca

I manifesti della Repubblica Sociale Italiana del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea

La collezione comprende 109 manifesti murali della Repubblica Sociale Italiana (RSI) acquisiti nel 1965 dall’ex Istituto per la Storia della Resistenza nelle Tre Venezie, poi Istituto Veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (IVSREC), ora Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (CASREC).


Si tratta di manifesti di grandi dimensioni (76 contenenti testo e immagini, 33 solo testo) che costituiscono una significativa testimonianza della propaganda fascista tra il 1943 e il 1945, il periodo in cui si sviluppò la Resistenza proprio in opposizione alla Repubblica Sociale Italiana costituita nel settembre 1943 da Mussolini a seguito della caduta del Fascismo.

I manifesti rappresentano uno dei principali strumenti usati dalla Repubblica Sociale Italiana per convincere le popolazioni ad aderire ai valori fascisti e ad arruolarsi in reparti come la X Flottiglia MAS e la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, rimanendo fedeli al vecchio alleato, la Germania nazista.

In molti manifesti della collezione qui presentata compare proprio la X Flottiglia MAS, che operò in collaborazione con i reparti tedeschi nel contrasto dell’avanzata alleata e nelle operazioni contro la resistenza italiana, utilizzando anche metodi di repressione violenti. Nella X Flottiglia potevano arruolarsi anche le donne, come si vede nei manifesti della donna che suona la tromba per l’adunata del III° corso S.A.F. (Servizio Ausiliario Femminile) o quello della donna in divisa che bacia la bandiera (Xª Flottiglia MAS, Servizio ausiliario, Centri di arruolamento).


L’invito ad arruolarsi (in Per arruolarsi nella legione SS italiana : onore fedeltà coraggio...) rivolto a varie categorie, come quella dei medici (Futuri medici! Servite la Patria servendo l'umanità : arruolatevi nell'armata bianca rossocrociata...), l’esaltazione di valori come l’onore, presentato nella sua veste di fedeltà all’alleato tedesco (La Germania è veramente vostra amica...), il lavoro, la patria (Lavorare e combattere per la patria, per la vittoria...) e la famiglia (Il babbo con il suo lavoro dona benessere e gioia ai suoi cari...), il richiamo alla difesa della propria fede cristiana messa in pericolo dall’avanzata alleata (Crocifisso in bilico e in controluce; ai piedi soldato afroamericano in penombra saccheggia arredi sacri : 1944), le allusioni al pericolo rosso (Madri d'Italia il mostro rosso vuole il vostro sangue : ricordatelo!...) sono declinati nei vari manifesti in immagini spesso ironiche e denigratorie verso gli Alleati (Ecco i "liberatori". L'Europa lotta e lotterà per la sua vita ..), in molti casi presentati come negri invasori (Vogliamo essere comandati dai negri? No! Giammai!...).


Se questi manifesti di propaganda veri e propri sono caratterizzati dall’uso di immagini a colori, spesso accompagnati da slogan, altri presentano invece una grafica più asciutta. Si tratta di appelli all’arruolamento (Saranno arruolati: gli studenti del III anno con il grado di Caporal Maggiore; gli studenti del IV anno con il grado di Sergente, ecc.; Chi rispetta la sua persona e la sua casa, non transige sull'onore. Accorrete, o giovani, ove l'onore mai fu intaccato...) proclami (Per vendicare i mille e mille morti di Abano, di Treviso e di Padova, le centinaia di bimbi delle scuole di Gorla...) o semplici comunicati e avvisi.

I manifesti, che al momento dell’acquisizione erano conservati ripiegati su se stessi all’interno di faldoni di cartone, dopo un accurato intervento di restauro fatto in collaborazione con il Centro di Ateneo per le Biblioteche, sono ora conservati, stesi in una cassettiera, presso la Biblioteca del Dipartimento di Storia.

Sfoglia collezione »

Tutte le collezioni »