Dipinto - Metamorfosi - Ercole, Deianira e Nesso
(Italiano)
L'affresco ritrae il ratto di Deianira, seconda moglie di Ercole, da parte del centauro Nesso, come raccontato da Ovidio (Metamorfosi, IX, 102-133), condensando più momenti della stessa vicenda: il centauro è rappresentato in primo piano, leggeremente spostato verso destra rispetto all'ortogonale mediana, con la zampa destra anteriore e il braccio destro tagliati dalla cornice. La sua fuga è stata interrotta dalla freccia scagliata da Ercole, che gli ha trafitto il cuore, facendo colare un rivolo di sangue. Agonizzante, il centauro si è accasciato sulle gambe anteriori, volta la testa all'indietro in direzione del suo assalitore con la bocca aperta, mentre con la mano sinistra serra la coscia di Deianira, che gli sta cavalcioni sulla spalla sinistra in equilibrio precario. La donna, la cui veste celeste si è aperta, lasciando il corpo completamente nudo, si appoggia con il braccio destro al torso di Nesso, mentre il sinistro è rivolto all'indietro a cercare il suo salvatore Ercole, verso il quale volge anche il volto: le labbra sono socchiuse; dai capelli biondi sapientemente intrecciati sfuggono alcune chiome. In secondo piano da un spuntone roccioso sulla destra dell'affresco spunta Ercole con in pugno l'arco, da cui ha scagliato la freccia che ha colpito Nesso: l'eroe è raffigurato stante di profilo, con la gamba e il braccio sinistro, che regge l'arco, protesi in direzione del suo avversario; la gamba destra, il cui piede è tagliato dalla cornice, ancora sollevata nel moto della corsa; la mano destra levata dietro la spalla destra, come se avesse appena scagliato la freccia. Ercole porta la faretra sulla schiena e indossa la pelle del leone di Nemea. Dietro Ercole spuntano le fronde di un boschetto, ai suoi piedi scorre il fiume Eveno, di cui Nesso era il traghettatore. In linea con la morfologia propria della Tessaglia, il paesaggio sullo sfondo è chiuso dai profili di alte vette, sulla più avanzata delle quali spicca una forma turrita, forse avamposto difensivo della città di Trachine, che Ercole avrebbe abitato con Deianira; una seconda struttura murata si intravede a metà costone della montagna più alta.
(Italiano)
affresco, Metamorfosi, Ercole uccide Nesso
(Italiano)
ultimo quarto, XVII, 1664 - 1697
(Italiano)