Dittochaeon: la saga dell'acqua e del sangue
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Descrizione
Il Dittochaeon di Prudenzio (348-410 c. d.C.), una raccolta di quarantotto tetrastici di esametri equamente suddivisi tra episodi vetero- e neo-testamentari, è una delle espressioni più suggestive della poesia latina tardoantica. Ogni titulus illustra in forma concentrata una scena della Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse, con un linguaggio poetico che privilegia la visività e l’evidenza narrativa. Strutturato non secondo una cronologia strettamente biblica ma anche secondo criteri teologici e simbolici, il Dittochaeon pone al centro il principio della figuralità biblica, mostrando come gli episodi dell’Antico Testamento siano figure realizzate in Cristo e nella Chiesa. L’ordinamento interno e la ricchezza tematica fanno dell’opera una sintesi epigrammatica della storia sacra, capace di coniugare poesia, esegesi, catechesi e immaginazione figurativa in un progetto unitario e fortemente radicato nella cultura visuale del tempo.
Ampiamente testimoniata nella tradizione manoscritta medievale, l'opera è al centro di un dibattito critico duraturo sul rapporto tra testo e immagine. Almeno partire dall’edizione di Faustino Arévalo, risalente alla fine del XVIII secolo, molti studiosi hanno infatti interpretato l'opera come una raccolta di didascalie metriche pensate per accompagnare un ciclo iconografico; altri, tra cui filologi e storici dell’arte, hanno messo in dubbio questa funzione, sostenendo l’autonomia poetica del testo in quanto compendio epigrammatico della Scrittura. Gli studi più recenti suggeriscono che, piuttosto che dipendere da immagini preesistenti, i tituli ‘costruiscano' internamente un referente visuale grazie alle tecniche linguistiche proprie dell’ekphrasis letteraria, rendendo il testo ‘figurativo' nella mente del lettore.
Un esempio significativo di riscrittura multimediale dell’opera è il libro d’artista "Dittochaeon: la saga dell’acqua e del sangue" di Nina Nasilli, ispirato all’opera di Prudenzio e qui presentato nella collezione digitale PHAIDRA dell’Università di Padova. Nella sua opera, Nasilli mette in dialogo traduzione e interpretazione visiva, intrecciando testo e immagine in chiave contemporanea e sottolineando la potenza narrativa e la forza iconica degli epigrammi prudenziani nei linguaggi artistici contemporanei.
L'opera di Nina Nasilli è alla base dell'edizione a stampa "Dittochaeon : doppio nutrimento" (traduzione, cura e disegni di Nina Nasilli, prefazione di Vincenzo Guarracino), edita nel 2018 da Book Editore: https://galileodiscovery.unipd.it/permalink/39UPD_INST/prmo4k/alma990032212790206046.
Persone
Nasilli, Nina (Artista)
Nasilli, Nina (Autore)
Aurelio Prudenzio Clemente (Autore)
Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità, Università degli Studi di Padova (Autore della digitalizzazione)
Lubian, Francesco (Consulente scientifico)
Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità, Università degli Studi di Padova (Curatore della collezione)
Lubian, Francesco (Direttore del progetto)
Data:
2018Luogo/Tempo
Padova
2018
Soggetto
• Dittochaeon
• Aurelio Prudenzio Clemente
• Prudentius Clemens, Aurelius
• Nina Nasilli
• Libro d'artista
• Doppio nutrimento





