Modelli di macchine e strumenti, tra fisica e ingegneria
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Modelli di macchine e strumenti, tra fisica e ingegneria
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Descrizione
Introdotti all’inizio del ‘700, i corsi di fisica sperimentale proponevano anche lo studio di modelli che, per la maggior parte, rappresentavano macchinari innovativi. Si trattava di un settore cui tenevano molto i fisici dell’epoca anche per mettere in luce come le leggi della fisica venivano applicate al territorio.
A Padova, come nel resto d’Europa, molti modelli, come gru o battipali, vennero poi rimossi dai corsi di fisica nel corso dell’800 e solo alcuni dispositivi, come pompe idrauliche o macchine a vapore, rimasero in voga per illustrare i principi della fisica.
Nel frattempo, modelli di innovazioni tecnologiche si diffondevano nelle raccolte create per la formazione degli ingegneri. Citiamo ad esempio, all’Università di Padova, il Gabinetto di Meccanica, il Gabinetto di Costruzioni idrauliche e il Gabinetto di Ponti e Strade, che entrarono a far parte della Scuola di Applicazioni per Ingegneri fondata nel 1876.
Il Gabinetto di Meccanica venne istituito nel 1867 in seno alla Facoltà Matematica dell’Università di Padova. Con la fondazione nel 1876 della Regia Scuola di Applicazioni per Ingegneri, il Gabinetto venne aggregato alla Scuola e diventò “Gabinetto di Macchine”. Diretto da Enrico Bernardi dal 1879 al 1915, il Gabinetto conservava vari modelli, tra i quali diverse turbine e una macchina a vapore, utilizzati in particolar modo per il corso di Macchine termiche, idrauliche e agricole.





