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Università degli Studi di Padova

PHAIDRA – Collezioni digitali



Modelli: punti di partenza o punti di arrivo?

Modelli: punti di partenza o punti di arrivo?

Descrizione

Se molti modelli sono anonimi, nel senso che rappresentano battipali, gru o pompe idrauliche del tutto generici, altri sono direttamente legati a macchine o costruzioni specifiche. In questo caso, i modelli potevano rappresentare un battipalo, un ponte, o una diga già esistenti, come nel caso del battipalo di Ferracina o dei modelli esposti nella sezione successiva della mostra. Si trattava in generale di realizzazioni che erano all’avanguardia dal punto di vista della tecnologia, e la valenza didattica dei modelli era rafforzata proprio dalla effettiva esistenza dell’originale, spesso legato al territorio.
Nuovi modelli potevano però anche essere i punti di partenza sulla base dei quali realizzare una particolare nuova macchina o una nuova costruzione, che non sempre vedeva poi la luce, come nel caso della macchina a vapore destinata alla manifattura di tabacchi Venezia.

Una macchina a vapore per la manifattura di tabacco di Venezia
è proprio aggiustando un modello di macchina di Newcomen all’Università di Glasgow, che James Watt si accorse della scarsa efficienza di questi dispositivi. Watt era all’epoca il meccanico che si occupava del Gabinetto di Fisica dell’università scozzese. I suoi lavori sulle macchine a vapore segnarono la Rivoluzione Industriale.
Nel modello in mostra, nel quale sono inserite le varie innovazioni di Watt, la macchina a vapore metteva in funzione una fabbrica per la lavorazione del tabacco. Il modello era pensato per la manifattura di tabacco di Venezia. Non venne però mai realizzato in scala per il contesto politico, economico e sociale locale dell’epoca, poco favorevole all’innovazione tecnologica.

Persone


Università di Padova (Curatore)

Lingua:

Italiano