Salta ai contenuti
Università degli Studi di Padova

PHAIDRA – Collezioni digitali



Superficie pseudosferica di tipo parabolico (superficie di rotazione della trattrice)

Precedente nella collezione Torna alla collezione '' Successivo nella collezione
Anteprima dell'oggetto

Superficie pseudosferica di tipo parabolico (superficie di rotazione della trattrice)

Descrizione

Il modello rappresenta una superficie pseudosferica di tipo parabolico. Tale superficie è generata dalla rotazione attorno al proprio asintoto di una curva piana chiamata trattrice. Nel 1868 il ma-tematico italiano Eugenio Beltrami (1835-1900) propose tale superficie come modello di geome-tria iperbolica, una geometria non-euclidea in cui il quinto postulato di Euclide è sostituito dalla asserzione che data una retta r e un punto P non appartenente a r esistono almeno due rette di-stinte passanti per P e parallele a r. Interpretando le geodetiche della pseudosfera (ossia le curve che descrivono la traiettoria più breve tra due punti) come rette, si può verificare che tale superfi-cie costituisce un modello locale per la geometria iperbolica. Con locale si intende che è un model-lo per una regione limitata del piano iperbolico, e dunque non può essere usata per stabilire la coerenza dell'intera geometria. Il nome “pseudosfera” è dovuto al fatto che la sua curvatura è co-stante negativa.
L'oggetto è realizzato in gesso, e reca incise delle linee colorate che rappresentano geodetiche (in blu) e linee asintotiche (in rosso). Le curve asintotiche sono caratterizzate da avere il vettore bi-normale che in ogni punto coincide con la normale alla superficie. L'oggetto fu prodotto a partire dal 1877 presso il “Mathematisches Institut der K. technischen Hochschule” di Monaco di Baviera, sulla base di un prototipo dello studente J. Bacharach, che lavorò sotto la direzione di Alexander Brill. E' uno dei cinque modelli in gesso che appartengono alla prima serie di oggetti prodotti ed è catalogato come il modello n°1 della prima serie. Al momento la data di acquisizione da parte dell'Università di Padova non è nota, ma dalla scritta presente nell'etichetta originale possiamo dedurre che l'oggetto fu acquisito dall'editore Schilling, e dunque dopo il 1899.
Reca l’etichetta “Rotationsfläche der Tractrix. 1. Ser., Nr. 1. Verl. v. Martin Schilling, Halle a. S.”.

Persone


Università di Padova (Conservatore)

Formato


image/jpeg (885.96 kB)

Lingua:

Italiano

Diritti:

© Tutti i diritti riservati